A partire dal 2025, i familiari del lavoratore che possono beneficiare dei servizi welfare sono:
- il coniuge, incluso il partner nelle unioni civili (ex Legge 20 maggio 2016 n. 76), non legalmente ed effettivamente separato;
- i figli, anche adottivi, affidati o affiliati;
- i genitori;
- i nonni ed eventuali ulteriori ascendenti (per “ascendenti” si intendono i familiari da cui il lavoratore discende in linea retta come i nonni e i bisnonni).
Rispetto alle categorie di familiari finora ammesse, con la Legge di Bilancio 2025, si è vista l’inclusione anche di nonni e di ulteriori ascendenti. Una categoria, quella degli ascendenti, che finora era sempre stata esclusa dai familiari beneficiari e che molti lavoratori chiedevano a gran voce specialmente per i servizi welfare afferenti all’assistenza alla persona (es. badante per persone non autosufficienti).
Con la modifica dell’art. 12 del T.U.I.R. sulle detrazioni per altri familiari, il lavoratore non potrà più impiegare il proprio credito welfare per richiedere il rimborso di servizi fruiti o il pagamento di servizi che verranno utilizzati da fratelli e sorelle, suoceri, generi e nuore.
Queste categorie di familiari, diversamente da quanto si potrebbe immaginare, rappresentavano nel concreto una quota molto contenuta all’incirca dello 0,15% delle spese welfare effettuate dai lavoratori nel corso dell’anno.