La Commissione Bilancio del Senato ha bocciato le modifiche contenute nell’emendamento Zullo, inserito nella Legge 1241 sulle prestazioni sanitarie: il testo introduceva un articolo molto dettagliato, considerato una vera e propria riforma del settore, ma è stato respinto.
Il sistema Fondi Sanitari ha numeri importanti: 324 forme integrative, a cui sono iscritti 16 milioni di italiani, che hanno erogato 3,2 miliardi di prestazioni nel 2023.
La riforma arrivava dopo due anni di indagine conoscitiva della Commissione e verteva su due punti chiave:
- l’aumento delle risorse vincolate destinate alle prestazioni parzialmente e/o totalmente escluse dai livelli essenziali di assistenza (Lea) nella misura non inferiore al 30% dell’ammontare complessivo delle risorse destinate alla copertura di tutte le prestazioni garantite ai propri assistiti in base ai contributi raccolti.
Le risorse vincolate riguardano soprattutto tre ambiti di prestazioni: odontoiatria, fisioterapia, non autosufficienza. Attualmente il vincolo minimo è del 20% ma, come documentato dall’ultimo rapporto del Ministero della Salute, i fondi sanitari hanno già raggiunto e superato il 30%.
- dare ai fondi sanitari integrativi il titolo ad agire per il recupero dei contributi omessi dal datore di lavoro in nome e per conto dei lavoratori.
Si torna quindi al punto di partenza: dalla Commissione Lavoro e Sanità del Senato si ribadisce la necessità di una legge quadro che regoli il mondo dei fondi sanitari.