Non autosufficienza: BiSalus studia nuove soluzioni aziendali

Non autosufficienza: BiSalus studia nuove soluzioni aziendali

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Un tema caro a BiSALUS che sta portando a termine la definizione di nuovi strumenti per le aziende a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie, in caso di perdita di autosufficienza.

Quando si parla di non autosufficienza infatti si parla di due soggetti coinvolti:

  • Chi resta non autosufficiente

  • Chi lo deve assistere

Per quanto riguarda il lavoratore –  l’offerta di coperture assicurative Long Term Care (LTC) all’interno dei piani di welfare aziendale può offrire una soluzione per affrontare le complessità economiche dovute al sopraggiungere di una situazione di non autosufficienza, fornendo una rendita che vada a integrare le forme previdenziali.

Per quanto riguarda i care-giver – nella maggioranza dei casi le famiglie – mancano ad oggi strumenti aziendali che possano aiutare concretamente e praticamente chi si trova a dover assistere un parente non autosufficiente.

Secondo i dati diffusi dal Censis sono oltre 2,8 milioni gli anziani non autosufficienti: il rischio cresce con l’età e supera il 40% oltre gli ottanta anni.

Numeri che danno conto degli elevatissimi fabbisogni assistenziali che sono stati coperti in questi anni fondamentalmente dalle famiglie che:

  • garantiscono care diretto, in particolare mogli e figlie in 7 casi su 10;

  • trasferiscono una parte del care a circa 1 milione di badanti con una spesa annua per retribuzione stimata in circa 9 miliardi di euro.

 

L’attenzione di BiSALUS è rivolta proprio alle famiglie, a quelle mogli e figlie che – uscendo dalle statistiche – ogni giorno si trovano ad affrontare situazioni difficili in cui sono fondamentalmente sole.

Le soluzioni a cui stiamo lavorando si focalizzano su nuovi strumenti collettivi che possano garantire ai care-giver tutta una serie di servizi anche sul territorio in grado di “alleggerire “ la pressione che inevitabilmente si viene a creare in famiglia.

Sempre secondo i dati del Censis, il modello italiano finora utilizzato scricchiola perché:

  • troppa pressione su famiglie che sono peraltro destinate a ridursi ulteriormente in termini di numero di membri.

  • troppi ancora gli esclusi. Circa 1 milione di anziani con gravi limitazioni funzionali non beneficia di assistenza sanitaria domiciliare, 382 mila non autosufficienti non hanno né assistenza sanitaria né aiuti di alcun genere, 1,6 milioni di longevi con limitazioni funzionali lievi e gravi hanno solo aiuti non sanitari;

Nelle prossime newsletter approfondiremo con ulteriori dettagli